Mi stavo giusto chiedendo ieri che fine hanno fatto i Goonies. Intendo gli attori. E immagino che molte, moltissime altre persone se lo chiedano. Alcuni tutti i giorni, probabilmente. Metto quindi a disposizione della comunità i sorprendenti risultati delle mia appassionante ricerca.
Intanto, spero li ricordiate bene. I quattro Goonies erano: Mickey Walsh – bambino spiritato ossessionato dal pirata Willy L’Orbo-, “Mouth” – quello che fa credere alla domestica messicana che i Walsh tengono “la cocaina nel primo cassetto, l’eroina nel secondo ecc..”-, Data – il cinese -, “Chunk” – il grassottello contapalle – (dispiace definire la complessità di questi personaggi con queste banali caratteristiche, ma è bene essere stringati quando si può).
Satellitavano intorno al gruppo: il fratello di Mickey, che si chiamava Brandon Walsh (un nome che è piaciuto così tanto da essere riciclato poi come nome del protagonista della nota serie “Beverly Hills 90210″) e le ragazze: la brutta e la bella. I loro nomi nessuno li ha mai saputi, nemmeno allora.
Dei nostri quattro Goonies, ognuno rappresentava una tipologia di adolescente complessato. Micky era il timido sognatore, Mouth il superficiale burlone insicuro, Chunk quello complessato e preso in giro da tutti e Data, il cinese.
In particolare, Chunk era il più sfigato. Nella storia veniva sbertucciato da tutti: i suoi migliori amici lo costringono a mostrare l’adipe in una orribile danza del ventre, i cattivi che lo rapiscono vogliono triturargli le dita “grasottelle” e persino la polizia non gli dà retta. Chunk era così sfigato che non faceva neanche pena neanche agli spettatori, e il pubblico provava un certo sollievo nel vederlo fare amicizia con l’altro mostro deforme, alla fine del film.
Risulta difficile immaginare come Jeff Cohen, il bambino attore che interpretava Chunk, potesse andare fiero del suo ruolo nel film. (Ecco una cosa che mi sono sempre chiesta. Quelli che fanno i casting per un personaggio brutto, deforme, esteticamente orrido, non si sentono in imbarazzo a dire al prescelto: “Complimenti, abbiamo scelto te per la parte del viscido ciccione repellente!”…)
Secondo fonti di Wikipedia, il povero Jeff si è guadagnato lo sbeffeggio planetario grazie al suo ruolo ne i Goonies e dopo il film ha smesso di lavorare come attore. Continuamente preso in giro perché grasso, il ragazzo si è dedicato allo sport e durante l’adolescenza è dimagrito, fino a diventare un giovanotto, non bello, ma almeno smilzo.
Si è poi iscritto alla facoltà di legge di Berkley, dove è diventato presidente dell’Associazione Studentesca grazie ad una campagna elettorale in cui ha tappezzato l’università di poster con sue foto dei tempi dei I Goonies e lo slogan “Chunk for president” ( Schwartzenegger ne ha poi copiato l’idea ed è diventato Governor of California).
Dopo essersi specializzato UCLA School of Law, oggi Chunk è un avvocato di Los Angeles, specializzato in diritto dello spettacolo. Dal 2002 è co-titolare dello studio Cohen & Gardner a Beverly Hills, ed è il rappresentante legale di noti cineasti tra cui, ad esempio, Wong Kar Wai. Nel 2008 Chunk è stato nominato tra gli Hollywood’s Top 35 Executives. Che immagino voglia dire che ha fatto un sacco di soldi.
Insomma, una variazione sul tema del sogno americano declinata su quattro capisaldi della cultura USA: il cinema degli anni 80, l’obesità infantile, la demenza da campus e la vita di Beverly Hills. Forse me ne sfugge uno?
Eccolo qui:
