Sòòla.com

By giuliagiapponesi

Da mercoledì scorso sono ufficialmente disoccupata, di conseguenza perdo più tempo del solito in fanfaluche varie, e con una certa soddisfazione. L’ansia da futuro incombente arriverà di certo, ma solo fra qualche settimana. Per ora  mi godo tranquillamente l’assenza di responsabilità lavorative cercando qualcosa di frivolo di cui occuparmi tipo partecipare ad un concorso per videomaker, perchè no.

Mi consigliano Zooppa.com, un sito che si occupa di  user generated advertising, pubblicità generata dalla community di utenti. In pratica in questo sito vengono pubblicati concorsi aperti a tutti per la realizzazione di contenuti pubblicitari, fra cui video. Sembra interessante , vado a vedere e scopro che questo mese è aperta una gara per video pubblicitari su  I love Italian Shoes, il marchio dell’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani. Il premio è di 4000 dollari. Il marchio non è dei peggiori, decido che voglio saperne di più e m’informo sulle modalità di gara. Scopro che funziona così: bisogna registrarsi, leggere il brief (una pappardella in cui il cliente dice quali valori e quale stile vorrebbe venissero comunicati nella pubblicità), creare un video, pubblicarlo sul sito e poi votare i video degli altri utenti. Perchè votare? Perchè vince il video più votato dagli utenti.

La questione si fa poco chiara, a quanto pare non c’è una giuria e il parere del cliente non influisce sulla scelta del vincitore. Il vincitore viene decretato dai voti degli utenti registrati su zooppa che non sono necessariamente degli esperti di comunicazione, nè un campione rappresentativo del target del prodotto da pubblicizzare. Il loro parere non mi sembra quindi un parametro fondamentale nella scelta della comunicazione; perchè quindi fare decretare agli utenti il vincitore? Zooppa risponde a questa domanda sottolineando il carattere sociale della sua mission:

” Partecipando alle gare su Zooppa potrai incontrare e conoscere altri creativi come te [...]  potrai scambiare idee e suggerimenti, arricchire il tuo portfolio e trovare interessanti contatti lavorativi. La community commenta e vota tutti i lavori in gara: riceverai così un continuo feedback sui tuoi contributi creativi. Il tuo profilo mostrerà il tuo successo e aumenterà la tua visibilità nel mondo della creatività”.

Sono curiosa, mi registro e vado a vedere cosa dice la community. In pratica sotto ogni video pubblicato da uno “zooper” – utente di Zooppa – gli altri zoopers possono votare l’opera e lasciare commenti. Con desolazione scopro che la communità di creativi più che alla discussione sull’efficacia della comunicazione è interessata alla compravendita dei voti - ” Ti ho dato due stelle, guarda il mio video”, “ti ho votato, ora passa da me” – ed è ben comprensibile dal momento che i 4000 dollari di premio sono in realtà suddivisi tra 7 premi (uno dei quali assegnato, a parte,  dal sito al video che meglio incarna lo stile zooppa). Non importa quindi essere grandi studiosi dell’economista Nash per capire che anche con un prodotto creativo da zero sbattimenti si può comunque mirare a vincere un premio secondario, con un buon lavoro di scambio voti. Ecco quindi un fiorire di opere che, cito testualmente: Il brief se lo mangiano a colazione. Non male per una community dove trovare interessanti contatti nel mondo della pubblicità.

In alcune gare, ma non in tutte, rimane comunque un premio secondario che è quello dello sponsor, del cliente. Questo premio è un riconoscimento in cui si attesta che l’utente ha centrato i valori richiesti dal committente. Dell’utilizzo dell’opera creata  dall’utente all’interno della vera campagna pubblicitaria del brand non si fa cenno. In una sezione a parte, Zooppa dichiara di porsi come intermediario in un eventuale trattativa per l’utilizzo effettivo dell’opera.

Per riassumere: ti fai il mazzo per produrre un’opera creativa convincente (arrovellandoti sulle supposte qualità del brand) poi mercanteggi voti con gli altri utenti guardando la loro pubblicità (e magari scassi anche  le scatole ad amici e parenti perchè ti votino, guardando anch’essi la pubblicità) e alla fine di tutto ciò se ti va bene vinci un premio in denaro, ma senza nessuna garanzia che la tua creatività venga premiata col divenire campagna ufficiale.

Ah, mi sono dimenticata di dire che i dollari rimangono virtuali finchè non si arriva a quota mille, fino a quel momento infatti vengono denominati Zoop dollars!

A me sembra che tutto ciò giovi molto a Zooppa e al brand sul quale gli zoopers si scervellano, ma molto poco ai creativi che sperano di essere lanciati nel mondo della pubblicità. Credo che questo voler stimolare la creatività degli utenti non sia che l’ennesimo escamotage per fare assimilare e assimilare e assimilare e assimilare e assimilare pubblicità.

Gli utenti mi diranno che lo sanno benissimo ma che cercano di sfruttare a loro vantaggio la cosa. Buon per loro che si sentono invulnerabili. Io cancello l’account.

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6 Risposte a “Sòòla.com”

  1. Com’è andata a finire… « fanfaluche Dice:

    [...] Com’è andata a finire… By giuliagiapponesi Forse qualcuno si è chiesto com’è andata a finire quando cercavo un concorso per video (vedi post Sòòla.com)… [...]

  2. Blimes Dice:

    MMMmmm. Si e no.
    L’analisi fatta è molto eloquente e non sbaglia una virgola per quanto riguarda i passaggi della creazione e quelli dei vantaggi del sito Zooppa e dei suoi clienti.
    Zooppa è un sito (come molti altri) che da l’occasione di mettere in moto i neuroni stimolati dalla possibilità di inserire un logo “importante” in un proprio lavoro.

    E’ l’equivalente di un Nonantola film festo o una 50 Ore Film Bologna.
    Un concorso che mette sotto lo stesso tetto pivelli e professionisti (se non hanno altro da fare), e li sottopone alla strana giuria popolare di internet.

    Ci si sfida a colpi di video virali, dove non vince chi è più “pubblicitario”, ma chi sa meglio vendere un’idea (magari ai propri amici).

    I pubblicitari puri meglio restino a casa, altrimenti rischiano di essere bastonati (a colpi di voti) dal primo ragazzino che fa il simpatico in video.

    E’ un tipo di pubblicità diversa e se uno ha tempo da perdere si diverte a mettersi alla prova.

    Io la considero un’ottima palestra mentale e tecnica e… se poi arriva anche qualche migliao di dollari in premi, tanto di guadagnato.

    Solitamente chi ha vinto qualcosa difficilmente scrive un blog negativo.

    Quindi quella letta sopra mi pare la storia scritta “dai vinti”.

  3. giuliagiapponesi Dice:

    Per la cronaca, non ho mai partecipato a un Zooppa contest.

    E nella speranza di vincere qualche migliaio di dollari, piuttosto che spremermi le meningi per un marchio e convincere tutti i miei amici a guardare la mia pubblicità per votarmi, preferirei comprarmi un gratta e vinci.

    Quindi, sembrerà incredibile a chi aspetta lo “user generated marketing” per mettere in moto i neuroni, ho scritto un post critico (non un blog, non esageriamo) nei confronti di Zooppa senza nessuna delusione pregressa.

  4. Blimes Dice:

    Quindi è un post su “un concorso” scritto da chi non ci ha mai partecipato e non pensa di parteciparci…

    Per la cronaca, i premi messi in palio non sono solo quelli dati dalla community, in media dipende dai voti degli amici solo 1 premio su 4…

    Ancora per la cronaca, non è richiesta la partecipazione di professionisti, anzi di solito disturba gli animi più sensibili, quindi i pubblicitari si sentano fuori luogo in quella massa di amatori.

    Sempre per la cronaca, apprezzo la critica del post ma non i presupposti del discorso, che reputo un pò ingenui:

    “vince il video più votato dagli utenti” (solo un premio su 3-4, gli altri sono da giuria Zooppa o da giuria marchio, ma forse in quello specifico concorso era come dici tu)

    “creativi che sperano di essere lanciati nel mondo della pubblicità” (il confronto con marchi ed altri lavori non significa essere lanciati nel mondo del lavoro pubblicitario, mi pare un pò pretenzioso)

    Mi sembra più che altro una delusione data dalla convinzione di ottenere gloria professionale con un concorso per regazzi e amatori pubblicitari.

    Io ho partecipato con due opere ad un concorso. Non ho vinto, una è stata eliminata per presunta violazione dei diritti d’autore di un gioco…

    Esperienza come tante. :)

  5. giuliagiapponesi Dice:

    C’è sempre chi può considerare ingenue le considerazioni di qualcun’altro, in questo hai tutto il diritto, caro Blimes, di considerare ingenue le mie.

    Probabilmente è che non concepisco la categoria degli “amatori pubblicitari” intesi come gente che fa la pubblicità a un marchio esistente per divertimento. Potrei capire se lo si facesse per un marchio inventato. Ma la pubblicità di un prodotto che esiste fa giocoforza l’interesse dal cliente e non del creativo che lavora gratis nella speranza di essere premiato.
    Quindi immaginavo che ci fossero altre motivazioni da parte del “popolo dei creativi”, quali ad esempio la speranza di trovare contatti per lavorare nel campo della pubblicità e cose così.

    Insomma aiutare un’azienda a fare soldi per gioco non è quello che io chiamo divertimento.
    Detto questo, siamo tutti liberi di buttare via il tempo come meglio si crede. C’è anche gente che si fa camminare in faccia con dei tacchi a spillo. Mi si permetta però di dire che non mi piacerebbe anche se non ho mai provato.

    Per quanto riguarda la specificazione che hai fatto, ti rigrazio della segnalazione e ne approfitto per pubblicare qui un refuso:

    Blimes ha ragione, non sempre l’unico premio è quello della votazione degli amici, a volte c’è anche la votazione di quelli di Zooppa e/0 del cliente. E’ comunque sempre enfatizzato il ruolo della community nel giudicare i lavori pubblicati.

  6. Blimes Dice:

    Bene, ovvio che i siti come Zooppa non nascono come community interessate a creare dei pubbliciari (per quello ci sono altri siti), ma come aziende che fanno soldoni vendendo pubblicità “attiva” ai loro clienti.

    Sarà che io forse non considero la “pubblicità attiva” “farsi camminare in faccia con i tacchi a spillo”…

    Fa meno male di un tormentone televisivo o dello spam via e.mail, e chi ha del tempo da buttare almeno lo fa in maniera costruttiva… se poi qualcuno ci sta guadagnado, sempre meglio dei test di facebook. :D .

    byez

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